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Crowdfunding per startup: cos’è e come funziona questo sistema di raccolta fondi?

Il crowdfunding per startup è un sistema di raccolta fondi semplice e attuale. Ma cos’è e perchè è così diffuso?

In un mondo in cui quasi tutto sembra già essere stato inventato, non è facile conquistare il mercato con un’idea innovativa. A volte basta però un colpo di genio per cambiare le cose.
L’economia – che sta attraversando un periodo certamente non facile – necessita di progetti freschi, che spesso si traducono nella nascita di piccole neo imprese definite startup.

Una buona idea ha però bisogno di un sostegno economico per essere lanciata sul mercato. A questo servono le campagne di crowdfunding, un sistema di raccolta fondi attualmente molto diffuso tra giovani imprenditori e creator.
Ecco una semplice guida su come funziona il crowdfunding per startup in Italia!

Una piccola premessa: cosa sono le startup innovative?

Prima di spiegare cos’è il crowdfunding, come funziona e quali sono i sistemi più utilizzati per le raccolte fondi, è bene chiarire la definizione di startup innovativa, a cui è dedicato questo finanziamento. Per scoprire che cos’è una startup leggete il nostro articolo di approfondimento!

Una startup innovativa ha caratteristiche e peculiarità stabilite dalla normativa italiana (D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 art. 25), che mira a sostenere i giovani lavoratori con agevolazioni più accessibili.
Per essere definita “innovativa” una nuova società di capitali può risultare residente anche in altri Paesi dell’Unione Europea, ma deve avere almeno una sede in Italia, tra basi produttive e filiali1.

La società deve essere iscritta a un’apposita sezione del Registro delle Imprese nonché attiva da un periodo non superiore ai 5 anni (e nata da circostanze diverse da scissioni, fusioni o cessioni aziendali).
A partire dal secondo anno di attività non deve oltrepassare con i suoi utili i 5 milioni di euro – cifra che non può essere impiegata per investimenti aziendali e dunque non distribuita – e non dev’essere quotata sul mercato. Deve inoltre essere in possesso di una privativa industriale che faccia riferimento a un’opera intellettuale con esclusiva.

Ancora più significativo per la definizione di startup innovativa è lo scopo della società stessa, la cui produzione di beni e servizi è destinata allo sviluppo tecnologico, alla ricerca o ad altri scopi innovativi. In tal senso anche gli investimenti e la scelta dei dipendenti della neo-azienda sono strettamente legati a questo obiettivo: almeno il 15% delle spese deve infatti essere impiegato nella ricerca e la forza lavoro deve essere caratterizzata per almeno un terzo da laureati con esperienza nelle attività di sviluppo, dottorandi o individui in possesso di dottorato di ricerca.

Una volta ottenuto, lo status di startup innovativa va mantenuto tramite un iter preciso.
Il rinnovo dei requisiti sopracitati va infatti confermato inviando ogni sei mesi una Comunicazione di Mantenimento dello status di startup innovativa alla sede competente, ossia alla Camera di Commercio. Per farlo è necessario compilare la Dichiarazione di possesso di tali requisiti2.

In base alla normativa sulle startup tutte queste caratteristiche vengono meno in mancanza di uno dei requisiti necessari o al trascorrere dei cinque anni. In questi casi la startup diviene automaticamente una normale società.

 

Che cos’è e come funziona il crowdfunding per startup?

Sebbene l’iter burocratico possa essere lo stesso per diverse esperienze, ogni promotore ha una storia diversa, che non può non tenere conto anche dello scopo stesso del progetto. Il primo passo per affidarsi al crowdfunding con successo è avere buone idee per una startup. Per quanto questo possa suonare banale, si tratta davvero di uno step imprescindibile che segnerà la nascita di un progetto.

È proprio grazie a un’idea geniale, nuova e appetibile per i potenziali finanziatori che il sistema di crowdfunding può rivelarsi vincente poiché va coinvolto nel progetto un nutrito numero di persone con qualcosa di davvero unico e utile.
Ma anche una trovata eccezionale necessita di un appoggio economico per potersi trasformare in una vera e propria strategia!

Un sistema semplice e affidabile per raccogliere fondi è il crowdfunding, una tipologia di fundraising sempre più diffusa in Italia e nel resto del mondo. A rendere così interessante questo metodo è proprio la sua facile accessibilità, che non richiede l’intervento di intermediari, come banche o altri istituti di credito. Anche la presenza di varie modalità – pensate per le diverse esigenze dei beneficiari – fa sì che il crowdfunding in Italia sia un sistema valido e su misura, sempre più diffuso tra giovani imprenditori, artisti e creator.

A svelare il funzionamento del crowdfunding per startup è il nome stesso.
Accanto al termine funding, che indica la vera e propria raccolta fondi, la parola crowd identifica questo sistema come un metodo di finanziamento dal basso. Il concetto alla base del crowdfunding è infatti l’aggregazione di persone che contribuiscono – anche con una piccola quota – alla realizzazione del progetto. L’idea alla base del fundraising deve quindi essere appetibile per il pubblico, il cui coinvolgimento è fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo.

Tramite il crowdfunding – raccolta fondi che si svolge direttamente sul web – è possibile raggiungere obiettivi interessanti e raccogliere somme di denaro anche ingenti, proprio perché si affida alla capacità del progetto stesso di aggregare le persone e di spingerle a investire. Mai come in questo caso il detto “l’unione fa la forza” risulta veritiero e importante!

Dalle parole ai fatti: come si avvia una raccolta fondi per una startup?

Ma come creare una startup in crowdfunding e come si avvia una campagna di raccolta fondi? Il variegato mondo del web mette a disposizione moltissime piattaforme e altrettante tipologie, a seconda delle esigenze di chi richiede i fondi: Donation, Social Lending, Reward ed Equity crowdfunding. In Italia la normativa sul crowdfunding per startup regola solo il metodo definito Equity.

A differenza del Reward crowdfunding – che consente ai piccoli investitori di ottenere un premio a quota ottenuta – e del Lending crowdfunding – che consiste in un prestito che al raggiungimento dell’obiettivo viene restituito con gli interessi – il piano Equity permette agli investitori di partecipare a una parte delle quote societarie della neonata startup, in caso di successo della campagna.

Oltre ad avere una grande utilità dal punto di vista della realizzazione concreta di un progetto, l’Equity crowdfunding ha un innegabile valore intellettuale, poiché raccoglie donazioni di individui significativamente interessati a un’idea e fiduciosi sulla sua validità. In tal senso la raccolta fondi permette agli aspiranti investitori di mettere alla prova il progetto ancora prima che esso possa germogliare.

Per poter dare il via a una campagna di raccolta fondi una startup deve selezionare una delle piattaforme per il crowdfunding disponibili sul web, in base alle proprie esigenze. Questi siti – che in caso di necessità possono essere valutati assieme a un consulente – devono essere abilitati, ossia iscritti ai registri della Consob.
In questo primo step è necessario tenere conto che le piattaforme trattengono solitamente una piccola cifra dalla somma raccolta (attorno al 4-5%), come compenso per il servizio di mediazione tra imprenditori e finanziatori. Spesso questo avviene in caso di raggiungimento della quota stabilita.

Scelta la piattaforma di riferimento, è necessario inviarle una candidatura e il proprio business plan, che consiste nel progetto stesso e in una strategia valida per il mantenimento della startup. Questi dovranno inoltre essere esposti in una breve presentazione. È importante presentare una documentazione soddisfacente, che evidenzi con cura in quale mercato ci si vuole inserire e quali benefici potrebbe apportare il progetto.
In seguito si pubblica il piano per la raccolta fondi e si stabilisce la quota minima da raggiungere entro una specifica data3.

Sistemi e piattaforme per iniziare a raccogliere fondi per la startup

Il mondo del web rappresenta un eccezionale trampolino di lancio per le startup, a patto di saperne sfruttare al meglio le potenzialità!
Le piattaforme destinate alla raccolta fondi per PMI (Piccole e Medie Imprese), startup, artisti e creator sono moltissime, caratterizzate da pregi, limitazioni e differenze tra loro, ma accomunate dall’intento di permettere a un’idea di trovare una realizzazione.

Per tutti gli aspiranti imprenditori e i sognatori in possesso di una trovata geniale, elenchiamo qui sotto una piccola lista di piattaforme di Equity crowdfunding per startup italiane particolarmente utilizzate e apprezzate!

StarsUp

Nata nel 2013 e operativa dal 2014, StarsUp presenta il primato di essere stata autorizzata per prima da Consob a svolgere le funzioni di piattaforma per le raccolte fondi. Dopo un attento studio di mercato – caratterizzato da startup e PMI bisognose di fondi e di finanziatori disposti a investire – è nata StarsUp, con lo scopo di favorire l’incontro tra questi mondi.
Per presentare un’offerta è necessario rispettare i requisiti indicati dalla piattaforma, che in un periodo che va dalle due settimane a un mese avvierà la campagna. StarsUp trattiene una percentuale della quota, al raggiungimento dell’obiettivo.

CrowdFundMe

Leader nel settore delle piattaforme di Crowdfunding per startup il sito CrowdFundMe – nato nel 2013 e attivo come piattaforma di fundraising dal 2016 – è uno dei più utilizzati e amati in Italia. Buona parte del suo successo è dovuto ai dati, che evidenziano un gran numero di startup coinvolte e di investitori, nonché una percentuale significativa di raccolte fondi andate a buon fine.

Mamacrowd

Proprio come CrowdFundMe, Mamacrowd è una delle piattaforme di fundraising più famose in Italia, grazie agli ottimi risultati ottenuti nel tempo. Attiva per moltissimi tipi di progetto, Mamacrowd – creata da SiamoSoci nel 2016 – si è specializzata soprattutto nelle raccolte fondi dedicate a iniziative green.

200 Crowd

Particolarmente attivo in Italia – soprattutto per l’area fintech – 200 Crowd è il sito che mira a mettere al centro l’ideatore della raccolta fondi e il suo progetto. Alle idee degli aspiranti imprenditori viene infatti dedicata un’intera pagina, corredata da informazioni dettagliate e utili per gli investitori. 200 Crowd ha un funzionamento che viene definito All-or-Nothing, che prevede che ogni campagna possa essere chiusa solo al raggiungimento dell’obiettivo. In caso contrario il sito si impegna a restituire ogni quota agli investitori in crowdfunding.
La piattaforma chiede una commissione del 6% al raggiungimento della quota minima.

BacktoWork24

Anche BacktoWork24 garantisce ai fondatori di startup un servizio preciso e personalizzato. La richiesta di fondi non è infatti l’unico supporto fornito dalla piattaforma, che affianca agli imprenditori manager specializzati e permette loro di partecipare a particolari eventi per la promozione del progetto.
La validazione di quest’ultimo è un punto centrale per BacktoWork24, che si adopera per sottoporre ogni idea al feedback degli investitori.

1 https://it.wikipedia.org/wiki/Start-up_innovativa
2 https://www.iubenda.com/it/srl/help/4021-requisiti-per-la-costituzione-di-una-startup-innovativa
3 https://www.corriere.it/economia/aziende/20_agosto_12/start-up-dove-come-ottenere-finanziamenti-mini-guida-neo-imprenditori-7fdab184-dae9-11ea-b256-984eb17d7773.shtml

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